Giornale del Mediterraneo, 24 luglio 2026
Il Treno armato (T.A.) IV 120/4/S, fu mobilitato nel
1939, e appartenne al I Gruppo con base logistica a La Spezia e comando
operativo a Genova. Era armato con quattro pezzi da 120/45 e due mitragliatrici
a. a. Breda Mod. 31, calibro 13,2 mm. Il T.A. si componeva di due locomotive Gr.
740 FS, oppure, da due Gr. 735 FS, poste una in testa e l’altra in coda.
Il convoglio in assetto di guerra
comprendeva:
quattro
carri Poz, armati con pezzi da 120/45 antinave;
un
carro P, munito da due mitragliatrici Breda 31;
un
carro di tipo P modificato, adibito a carro comando e direzione del tiro;
un carro F, per il deposito munizioni (Santabarbara).
Il treno logistico era costituito:
da
un carro tipo FF con funzione di segreteria;
un
carro FF, destinato a cucina e cambusa;
un
carro F, usato come bagagliaio e deposito indumenti;
una
carrozza Cz, per l’alloggio del personale;
un
carro F per il deposito munizioni (Santabarbara);
un carro F, utilizzato come officina e deposito
materiali.
Come
per gli altri treni di 1° tipo, il treno armato IV 120/4/S, alla data del 10
giugno 1940, fu reso operativo e svolse il suo compito di difesa nella tratta
Cogoleto-Genova (con sede a Cogoleto), e posto al comando del Tenente di
Vascello Angelo Violi. Dopo l’armistizio con la Francia, allo scopo di
rafforzare le difese della Sicilia, il treno fu trasferito da Cogoleto a
Catania (1) passando così al II
Gruppo con base logistica a Taranto e comando operativo a Palermo. Pertanto, il
T.A. IV 120/4/S con funzione antinave per tratti brevi, fu posto sotto la
direzione del Tenente di Vascello Giorgio Cabrini (2). Sulla presenza del T.A. IV 120/4/S in Sicilia, in data 30
giugno 1943, con dipendenza del Comando difesa Porto “E” di Catania, lo storico
Alberto Santoni (1936 - 2013) ce ne dà un’ulteriore conferma nel suo libro, “Le
operazioni in Sicilia e in Calabria - (luglio-settembre 1943)”:
[…] Dal foglio 15709/op del Comando Supremo datato 30 giugno 1943 risulta che i treni armati della Regia Marina in Sicilia erano i seguenti otto: 120-IV-S a Catania, 102-I-T a Targia (Siracusa), 76-II-T a Licata, 120-III-S a Porto Empedocle, 76-III-T a Mazara del Vallo, 152-II-T a Carini, 152-I-T a Termini Imerese […].
E
ancora:
[…]
Di fronte a questa modesta forza
britannica la cosiddetta Difesa Porto “E” di Catania, agli ordini del Gen.
Passalacqua, poteva contare su sette gruppi di capisaldi e disponeva dei
seguenti reparti: 434° e 477° btg. costieri, 105a cp. mortai da 81,
26a btr. da 75/27 su quattro pezzi, 483a btr. Milmart da
76/40 su quattro pezzi, treno armato
della Marina 120-IV-S (4 cannoni da 120/45 e 4 mitragliere da 20 mm.), 311°
nucleo Carabinieri, 1345a autosezione leggera, 130a
sezione fotoelettriche da 60, 29° reparto Milizia portuale, 300 tra finanzieri
e personale antisabotaggio della polizia e una cp. deposito del 4° rgt. ftr. Le
artiglierie fisse erano completate da un cannone, da 305/17 della 276a btr., eliminata dai paracadutisti inglesi alle
primissime ore del 14 luglio, e dalle batterie 162a e 165a
da 149/35 con otto pezzi, prese poi di mira dal bombardamento navale […].
In
merito alla
disposizione organico/logistica delle formazioni militari, agli ordini del Gen.
Azzo Passalacqua (1885 - 1967), costituente la Difesa Porto “E”, ci siamo
rivolti al Ricercatore Storico Militare Michele Nigro (3) per conoscere l’attività svolta in tale ambito dalla Regia
Guardia di Finanza.
Lo
stesso autore ci conferma quanto segue:
«Già a partire dall'ottobre del 1933,
sottufficiali e graduati del Corpo furono avviati alla frequenza di corsi sulla
difesa costiera diretti da ufficiali di fanteria del Regio esercito. Oltre alla
parte teorica, i militari parteciparono ad esercitazioni tattiche, notturne ed
a fuoco, svolte presso il poligono di S. Giuseppe all'Arena. Con lo scoppio
della guerra, il Circolo di Catania venne inserito nel dispositivo di difesa
costiera passando alle dipendenze della Zona militare di Catania.
I reparti della Finanza concorsero,
pertanto, alla citata attività fornendo personale da impiegare nelle operazioni
di avvistamento e cattura dei nuclei paracadutisti nemici (NAP) ed al presidio
di opere stradali e ferroviarie. Gli organici forniti alla sede di Catania
furono pari a circa 120 unità, affiancate da un paio di imbarcazioni
utilizzate, tra l'altro, per la vigilanza delle coste prospicienti la cittadina».
Nel
corso dell’Operazione Husky (10 luglio-17 agosto 1943), il T.A. IV 120/4/S
venne distrutto a Catania, durante un bombardamento.
Note:
(1) Giuseppe Longo
2026, Il Treno armato di Porto Empedocle (VI 76/1/T) insieme alla DICAT, a
protezione antiaerea della città portuale siciliana, Giornale del Mediterraneo,
19 marzo.
(2) Comandato dal Tenente di Vascello (cpl) Giorgio Calzini,
secondo quanto riportato in Treni armati in Sicilia”. Edizioni
Ardite 2022.
(3) Sottotenente in congedo della Guardia di Finanza, è
nato e vive a Palermo. Nel corso della carriera ha ricoperto incarichi
operativi vari a Trieste e presso i locali Comandi della ex 13ª Legione e
Regionale Sicilia. Nel corso dell’anno 2019 è stato insignito del titolo di “Cavaliere al Merito della Repubblica
Italiana”. Riveste, in atto, la carica di Consigliere della Sezione
A.N.F.I. (Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia) di Palermo ed è socio
della Sezione ANMI cittadina. Ha pubblicato, sul sito interno della Guardia di
Finanza e sulle riviste del Corpo “Il
Finanziere e Fiamme Gialle”, vari articoli sulla costituzione e sviluppo di
alcuni reparti con sede a Palermo e sull’attività della Finanza, in particolare
in Sicilia, in diversi periodi storici. Sulla rivista dell’ANMI (Associazione
Nazionale Marinai d’Italia) ha recentemente pubblicato la biografia di un marinaio,
poi transitato nei ruoli della Regia guardia di finanza, e le peripezie da
questi affrontate nel corso della II Guerra Mondiale. È stato curatore e
organizzatore di diverse mostre inerenti la Guardia di Finanza, tra le quali: “Le operazioni di soccorso della Guardia di
Finanza nella Valle del Belice, gennaio 1968”; “La
caserma Cangialosi, 160 anni con la divisa e 64 in grigio verde”; “La Guardia di Finanza dall’Unità d’Italia
alla Repubblica”; “Evoluzione storica della Caserma Cangialosi
dai primi del ‘900 ad oggi” ed altre di diverso carattere, quali: “La Sicilia dei Russi”, “L’anima dei Corpi”, “Il filo della memoria, dalla Grande Guerra
alla Resistenza”, “1915/1918 -Isola
delle Femmine non dimentica”, “Mariannina
Coffa Caruso 2.0 Resurrection” e “Pace
e Sicurezza. Le missioni militari di pace italiane all’estero”. Tra le
pubblicazioni ricordiamo: “Sulle tracce
dei russi in Sicilia. Cronache ed itinerari dei viaggiatori russi dal ‘700 al
‘900”, “La Sicilia dei Russi”, “La Resistenza e i Siciliani”, “La Guardia di Finanza in Sicilia.250 anni
per il bene comune” e “Giuliano, mito o…”. Ha collaborato, quale consulente
storico, con gli autori di alcuni libri tra i quali “Duecento anni di Fiamme Gialle all’ombra dell’Etna”, “1943 - Il martirio di un’Isola” e, per
ultimo, “Le Fiamme Gialle nella Caserma
M.O.V.M. Giuseppe Gangialosi”. Ha curato i testi dei volumi: “La mia vita, le mie battaglie” e “Un segugio a caccia di bionde” di
Leonardo Gentile. Ha pubblicato articoli, sempre a carattere storico-militare,
su alcuni quotidiani locali e su giornali on line. Possiede una significativa
collezione fotografica e documentale sulla Guardia di Finanza e svariate foto
su altri corpi armati italiani e stranieri riferibili al loro impiego nei due
Conflitti Mondiali. Dal Consolato Russo per la Sicilia e Calabria, ha ricevuto
due diversi riconoscimenti; il primo per il contributo fornito al
consolidamento dei legami del Sud Italia e la Russia ed il secondo per la
consulenza storica sui rapporti e le relazioni intercorse nel tempo tra quel
paese e la Sicilia. Da parte dell’Associazione culturale “Suggestioni Mediterranee” ha ricevuto il premio “Siciliani di Pregio”.
Bibliografia
e sitografia:
Alberto
Santoni, Le operazioni in Sicilia e in Calabria (luglio-settembre
1943), Ufficio Storico Stato Maggiore dell’Esercito, 1989.
Mario
Pietrangeli, Le ferrovie militarizzate, i treni
armati, i treni ospedale nella prima e seconda guerra mondiale 1915-1945,
CESTUDEC, 2012.
Virginio
Trucco, I treni armati della Regia Marina, in La Tecnica
professionale, n. 7-8 /Luglio - Agosto 2013.
Simone
Rosa,
I Treni Armati Italiani. Sviluppo ed impiego delle corazzate ferroviarie dalle
origini al 1945. Milano, 2016.
Giuseppe
Longo 2023, Seconda Guerra Mondiale: Il Treno armato (T.A IV
120/3/S), Cefalunews, 6 giugno.
Lorenzo
Bovi,
Calogero Conigliaro, Giuseppe Todaro, “Treni armati in
Sicilia”. Ediz. Illustrata, Edizioni Ardite 2022.
Michele Antonilli, Mario
Pietrangeli, “Il ruolo delle ferrovie nella seconda guerra mondiale”,
Amarganta, 2022.
Giuseppe Longo,
Pagine sul secondo conflitto mondiale in Sicilia e nel distretto di Termini
Imerese, I.S.S.P.E. 2022. Seconda edizione.
Calogero
Conigliaro, Giuseppe
Todaro, I treni armati della Regia Marina e la difesa antiaerea di Porto
Empedocle (1940 -1943). Storia Militare n. 357 - giugno 2023.
Giuseppe
Longo, Ottantesimo anniversario dello sbarco anglo-americano
in Sicilia, “Operazione Husky”, luglio (1943-2023). Conferenza: “Come nella
prima, anche nella Seconda Guerra Mondiale furono arruolati i Treni Armati”.
Aula Consiliare di Ficarazzi (PA), 24 luglio 2023.
Bibliografia
consultata da Michele Nigro:
I. Gibilaro, G. Severino, M. Favetta, Duecento anni di Fiamme Gialle all'ombra dell'Etna - La
Caserma Angelo Majorana di Catania, Giuseppe Maimone Editore, Catania, 2010.
Foto di
copertina: “Uno dei tanti T.A. 120/45 in Liguria”. Fotografia e didascalia
tratta dal libro: “Treni armati in Sicilia”. Ediz.
Illustrata.
Foto a corredo dell’articolo: “Il Treno Armato di Catania potrebbe essere proprio
questo che sembra sia stato fotografato tra Catania e Siracusa”. Arch/Foto:
Alba Chiara. Fotografia e didascalia
tratta dal libro: “Treni armati in Sicilia”. Ediz.
Illustrata.
Fotografie
inserite nel testo, per gentile concessione di Lorenzo Bovi.
Si
ringrazia Eduardo Giunta Photographer di Termini Imerese, per le scansioni
delle immagini utilizzate per l’articolo.
Giuseppe Longo












