Giornale del Mediterraneo, 20 aprile 2026
Il Treno armato IV
120/II/S appartenne alla classe di “I tipo” e fu mobilitato nel 1939. Alla data
del 10 giugno 1940 venne inserito nel I Gruppo T.A. (Gruppo con base logistica
a La Spezia e con il comando operativo a Genova) e svolse il suo compito di
sorveglianza nella tratta Savona - Albenga. Il T.A. 120/II/S comandato dal
Tenente di vascello Giovanni Ingrao (1895 - 1940), era equipaggiato con quattro
pezzi da 120/45 antinave e due mitragliere da 13,2 mm. a.a. Nell’ambito della
battaglia delle Alpi Occidentali (10-25 giugno 1940), il suddetto treno fu
messo a disposizione del comando del XV Corpo d'Armata per sostenere l’azione
di attacco della Divisione di fanteria Cosseria che avanzava verso Mentone.
Infatti, il 22 giugno il T.A. 120/II/S ricevette l’ordine di portarsi a
Ventimiglia e da lì proseguire verso Ponte San Luigi. Lo scopo della missione
era di neutralizzare le batterie francesi di Cap Martin.
Il treno, prese posizione
nel tratto del binario posto tra le due gallerie della penisola di Capo
Mortola, dopo la galleria Hambury, quest’ultima, situata al di sotto
dell’omonimo giardino botanico. Il convoglio, interamente allo scoperto su quel
tracciato ferroviario, fu preso di mira sia dall’artiglieria fissa di Forte Cap
Martin e sia da quella mobile. In realtà, sotto il fuoco impreciso
dell’avversario, i serventi della Regia Marina, iniziarono un violento
cannoneggiamento di controbatteria durato circa mezz’ora. Poi, il T.A. (formato
da quattro carri Poz da 120/45, dal carro comando, dal carro “Santa Barbara” e
da due locomotive, una in testa e l’altra in coda), colpito dai frammenti delle
granate (soprattutto il carro della centrale tiro), per non rischiare di essere
ulteriormente raggiunto da altri proietti, abbandonò la postazione e dovette
ripararsi all’interno della galleria. Ricevuti nuovi ordini da parte del XV
Corpo d’Armata (le disposizioni ammonivano perentoriamente il necessario
intervento del T.A. e il prosieguo dell’azione ad ogni costo), il treno, una
volta ripristinato, uscì dal tunnel e riprese il combattimento. Tuttavia, i
carri del convoglio, questa volta inquadrati dall’artiglieria francese, furono
oggetto da tiri più insidiosi. Tanto è vero, che una delle esplosioni causò lo
spostamento di uno dei carri batteria, il quale, con il pezzo già brandeggiato,
andò a incastrarsi nella sporgenza del muro posto a monte. Quindi, il T.A. si
trovò impossibilitato a muoversi, e continuò ad essere un facile bersaglio per
l’artiglieria nemica.
Il comandante, per evitare il peggio, dopo aver ordinato al personale del treno di mettersi al coperto, si apprestò insieme ad alcuni volontari a sganciare dalla colonna il carro munizioni per ricoverarlo in galleria. Purtroppo, a fine manovra il T.V. Ingrao, fu colpito in pieno da una granata, e insieme a lui perirono anche otto marinai, mentre, altri quattordici rimasero feriti (1). Intanto, dopo vari tentativi dei marinai per disincastrare il carro batteria, il treno, posto sotto un violento fuoco avversario, dopo circa un’ora e mezza di lavoro, finalmente fu in grado di indietreggiare verso la galleria e mettersi al riparo.
L’azione eroica di questi uomini, permise di evitare che i tiri francesi colpissero il carro Santabarbara. Difatti, la detonazione del carro portamunizioni, avrebbe causato la distruzione del convoglio, della maggior parte dell’equipaggio, e in larga misura del tratto ferroviario.
Il giorno successivo il T.A. sebbene gravemente danneggiato, venne ugualmente recuperato, e sotto la direzione del comandante in seconda, il sottotenente di vascello Osvaldo Magagnini, coadiuvato dal sottotenente del Corpo Regi Equipaggi Marittimi (C.R.E.M.) Bacchini, rientrò ad Albenga. E sempre il giorno 23, ad appoggiare la difficoltosa avanzata della Cosseria, furono impiegati contro le artiglierie francesi, altri due treni armati: il T.A. IV 120/I/S (con pezzi di 120/45 antinave e due mitragliatrici da 13,2 mm a.a.) e il T.A. IV 152/V/S (con pezzi da 152/40 antinave e due mitragliere da 13,2 mm a.a.), ambedue i treni non subirono danni durante il combattimento.
Al T.V. Giovanni Ingrao per il suo comportamento eroico gli fu conferita la Medaglia d’oro alla memoria, mentre al resto dell’equipaggio, compreso il personale FF.SS. furono assegnate 13 medaglie d’argento, 22 di bronzo e 55 croci di guerra. Chiaramente, da come si evince dalle onorificenze concesse, il Treno Armato 120/II/S fu il più decorato del secondo conflitto mondiale. Nel novembre del 1940, il Treno Armato 120/II/S grazie alla sostituzione dei due pezzi contraerei da 76/40 con mitragliere Breda da 20 mm. furono costituiti ex novo, altri due treni, denominati 76/2/T e 76/3/T i quali vennero trasferiti in Sicilia, precisamente a Licata e Mazara del Vallo, ambedue, incaricati alla difesa antinave e antiaerea.
Nota:
(1)
L’azione del comandante Ingrao. A cura dello storico navale Virginio Trucco.
«Il 22 giugno 1940, il treno armato da 120, con
sede ad Albenga, riceve l’ordine di portarsi a Ventimiglia e di mettersi a
disposizione del comando del XV Corpo d’Armata, per appoggiare l’avanzata delle
fanterie verso il territorio francese. Il treno prende posizione appena fuori
dalla galleria
Hambury e apre
il fuoco contro le postazioni francesi di Cap Martin, in mezz’ora spara 232
colpi, poi, inquadrato dal fuoco nemico, si ritira nella galleria. Nel
pomeriggio ricevuto l’ordine di riprendere il bombardamento, esce dalla
galleria verso le 14.00, ma viene subito inquadrato dalle batterie nemiche,
mentre l’equipaggio si appresta a metterlo in posizione di fuoco. Una salva
nemica colpisce il muraglione di contenimento sopra il convoglio, che provoca
la caduta di massi e un pezzo rimane incastrato.
Il treno,
impossibilitato a muoversi, continua a essere bersagliato dalle granate, il
comandante del convoglio. Il T.V. Ingrao, ordina al personale di ripararsi in
galleria, mentre con cinque volontari si adopera per sganciare il carro
Santabarbara dalla parte del convoglio bloccato, al fine che la seconda
locomotiva in servizio al treno, possa portarla al coperto in galleria.
Purtroppo, finita la manovra di sgancio, i sei uomini vengono colpiti da una
granata. Solo dopo un’ora e mezza di tentativi, sotto il fuoco nemico, il treno
può retrocedere in galleria, l’azione causa 9 caduti e 14 feriti. Al Tenente di
vascello Ingrao, viene concessa la medaglia d’oro alla memoria, mentre al resto
dell’equipaggio, compreso il personale FF.SS. 13 medaglie d’argento, 22 di
bronzo e 55 croci di guerra, il personale FF.SS., accorso in soccorso del
convoglio, viene segnalato all’autorità militare e citato all’ordine del
giorno, con registrazione nelle proprie pratiche personali».
Virginio Trucco è nato a Roma, ha frequentato l’Istituto Tecnico Nautico “Marcantonio Colonna”, conseguendo il Diploma di Aspirante al comando di navi della Marina Mercantile. Nel 1979,frequenta il corso AUC (Allievo Ufficiale di Complemento) presso l’Accademia Navale di Livorno, prestando servizio come Ufficiale dal 1979 al 1981. Già dipendente di Trenitalia S.p.A. lo storico navale Virginio Trucco è membro dell’Associazione Culturale BETASOM (www.betasom.it).
Onorificenza al T.V.
Ingrao - Le principali fonti
Ingrao Giovanni
(Ingegnere)
Nato il
16 novembre 1895 e morto il 22 giugno 1940.
Volontario
fuochista nella R. Marina dall'ottobre 1915, nel 1919 conseguì la nomina a
sottotenente di vascello e, posto in congedo, riprese gli studi interrotti
laureandosi in ingegneria industriale presso il Politecnico di Milano.
Nel 1930 fu promosso tenente di vascello nella riserva di complemento.
Richiamato in servizio nel 1939 e destinato alla base di La Spezia, ebbe il
comando di uno di quei treni che montavano i grossi calibri e controllavano le
coste.
Cadde
in un'azione di guerra sulla costa ligure, meritando la medaglia d'oro al valor
militare. Attento studioso, era noto negli ambienti scientifici, anche
internazionali, come direttore dell'Osservatorio di geofisica di Pavia e come
insegnante nell'Istituto di geofisica della stessa Comune. E' ricordato nella
stele del Giardino inglese, eretta a cura dell' Istituto del Nastro Azzurro ai
caduti di Palermo e provincia.
Giovanni INGRAO
Tenente di vascello
Medaglia d'oro al Valor Militare
alla memoria
Al comando di un treno armato impiegato allo scoperto per tutto il mattino del giorno 22 giugno, in prolungata ed intensa azione di fuoco, dava brillante prova di perizia e di sereno ardimento ed otteneva con tiro insistente e preciso, evidenti risultati su formidabili postazioni fisse del nemico. Per appoggiare in modo efficace l'avanzata delle truppe operanti, nel pomeriggio riconduceva con fredda determinazione in località esposta il treno, subito individuato dal nemico e battuto da preciso tiro distruttivo. Dopo aver tentato invano di ricoverare in galleria il treno seriamente colpito, trascinava, votando a sicuro sacrificio la sua esistenza, un pugno di animosi a distaccare, sotto violentissimo bombardamento, la Santa Barbara dagli altri carri, onde evitare la distruzione degli uomini, del materiale e della linea.
Immolava nella generosa e ben riuscita impresa, la sua vita alla Patria,
lasciando di sé esempio fulgido e fecondo di sublimi virtù militari
Costa Ligure, 22 giugno 1940
Nacque a Palermo
il 16 novembre 1895. Volontario Fuochista nella Regia Marina dall'ottobre 1915,
nel gennaio 1918 conseguì la nomina a Guardiamarina di complemento. Posto in
congedo nel 1919 nel grado di Sottotenente di Vascello, proseguì gli studi
interrotti durante il conflitto, laureandosi in Ingegneria industriale presso
il Politecnico di Milano. Nel 1930 conseguì la promozione a Tenente di Vascello
nella riserva di complemento e nel settembre 1935, per eccezionali esigenze, fu
richiamato in servizio e destinato nella Base di Lero, da dove si congedò nel
novembre 1937.
Nuovamente
richiamato in servizio nell'agosto del 1939 e destinato alla Base di La Spezia,
ebbe il comando di un treno armato con il quale, il mattino del 22 giugno 1940,
operò in appoggio alle truppe italiane operanti sul fronte francese, dirigendo
il fuoco delle armi di bordo sulle postazioni difensive francesi di confine.
Contrastato dai grossi calibri francesi che colpirono il deposito munizioni del
treno, perì nell'esplosione che seguì. Fecondo studioso, era ben noto negli
ambienti scientifici, anche internazionali, come Direttore dell'Osservatorio di
Geofisica di Pavia e come insegnante nell'Istituto di Geofisica della stessa
città.
INGRAO Giovanni
Luogo di nascita: Palermo (PA)
Medaglia d'oro al valor militare
Tenente di Vascello di cpl. M.M.
Al comando di un Treno Armato
Data del conferimento: 19/07/1940
Al comando di un treno armato impiegato allo scoperto, per tutto il mattino del 22 giugno, in prolungata ed intensa azione di fuoco, dava brillante prova di perizia e di sereno ardimento ed otteneva con tiro insistente e preciso, evidenti risultati su formidabili postazioni fisse del nemico. Per appoggiare in modo efficace l’avanzata delle truppe operanti, nel pomeriggio riconduceva con fredda determinazione in località esposta il treno, subito individuato dal nemico e battuto da preciso tiro distruttivo. Dopo aver tentato invano di ricoverare in galleria il treno seriamente colpito, trascinava, votando a sicuro sacrificio la sua esistenza, un pugno di animosi a distaccare, sotto violentissimo bombardamento, la “Santa Barbara” dagli altri carri, onde evitare la distruzione degli uomini, del materiale e della linea. Immolava, nella generosa e ben riuscita impresa, la sua vita alla Patria, lasciando di sé esempio fulgido e fecondo di sublimi virtù militari. Costa Ligure, 22 giugno 1940.
La data del decreto è in corso di verifica
Infine, a Palermo, il Tenente
di vascello Giovanni Ingrao è ricordato, oltre ad una via a lui intitolata (nel
quartiere Politeama - Libertà Bassa), anche nella stele collocata all’interno
del Giardino Inglese, eretta a cura dell'Istituto del Nastro Azzurro ai caduti
di Palermo e provincia.
Foto
di copertina: Il TA 120/II/S con tutto l'equipaggio,
compresi i macchinisti delle FS. La foto è di Carlo Fiorellino che gentilmente
ci autorizza di pubblicarla su questa testata giornalistica. Nell’immagine è
indicato con un tratto di colore blu, il nonno materno, Giuseppe Sardi (1906 -
1970), Sottocapo Cannoniere Ordinario. Il Fiorellino puntualizza: «Mio nonno era stato imbarcato anche sul
Regio Cacciatorpediniere Borea, e non credo fosse l'unica unità sulla quale
abbia prestato servizio. Tuttavia, non conosco purtroppo il nome delle altre
navi. Lui apparteneva a quella generazione che ha combattuto o vissuto in prima
persona la Seconda Guerra Mondiale, o per meglio dire, dalla guerra d’Etiopia,
dell’intervento italiano nella Guerra civile spagnola, e per l’appunto, fino al
secondo conflitto mondiale».
Foto
a corredo dell’articolo:
Motivazione della Medaglia
di Bronzo, concessa al marinaio Giuseppe Sardi da parte del - Comando Gruppo Distaccamenti Mobili R.
Marina Genova - del 19 Agosto 1940 XVIII - Prot. N. 2134/Z - MARIMOBIL =
ALBENGA
Argomento:
Decorazione al valor militare. La lusinghiera motivazione è la seguente:
«Destinato ad un treno armato impiegato allo scoperto in prolungata
azione di fuoco contro formidabili postazioni fisse nemiche. Dava tutta la sua opera
con sereno animo e cosciente coraggio e nella difficile fase finale di ricupero
degli elementi del treno stesso e del carro munizioni esposto al preciso tiro
di distruzione del nemico, Cooperava a portare a salvamento gente e materiali
rimanendo ferito sul luogo stesso ove il suo comandante immolava alla Patria la
sua esistenza. Mirabile esempio di sereno coraggio e sprezzo del sicuro
pericolo» (Costa Ligure, 22 giugno 1940 - XVIII°) (Determinazione del 3
luglio 1940 XVIII°) - Per gentile concessione di
Lapide commemorativa posta
all’imbocco della galleria a ricordo degli avvenimenti del 22 giugno 1940
(Archivio D.L.F. Mariani). Fotografia tratta dal bellissimo libro: I treni
armati della R. Marina in Liguria (1940-1945).
L’attuale lapide, a ricordo dell’episodio, posta a La Mortola, nelle vicinanze della suddetta Galleria.
Bibliografia e sitografia:
Paolo Giordani, I treni armati dell'Adriatico, La
Lettura, 1º agosto 1917.
Nicola Pignato, I
treni armati della Regia Marina, Storia Militare, n. 14, novembre 1994.
Franco
Rebagliati, I treni armati della R. Marina in Liguria
(1940-1945), Gruppo Alzani, Pinerolo (TO), 2004.
Nicola Pignato, Duello d'artiglieria al confine francese,
Storia Militare, n. 128, maggio 2004.
Mario Pietrangeli, Le ferrovie militarizzate, i treni armati, i
treni ospedale nella prima e e seconda guerra mondiale 1915-1945,
CESTUDEC, 2012 .
Virginio Trucco, I
treni armati della Regia Marina, in La Tecnica professionale, n. 7-8 /Luglio -
Agosto 2013.
Giuseppe Longo, Il Treno Armato di Termini Imerese nel contesto
della difesa costiera siciliana, in Pagine sul secondo conflitto mondiale in
Sicilia e nel distretto di Termini Imerese, Istituto siciliano studi politici
ed economici, 2022.
https://treniarmati.blogspot.com/
Giuseppe Longo






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