giovedì 19 marzo 2026

Il Treno armato di Porto Empedocle (VI 76/1/T) insieme alla DICAT, a protezione antiaerea della città portuale siciliana

Giornale del Mediterraneo, 19 marzo 2026

Il Treno armato VI 76/1/T fu un treno classificato di 3° tipo; venne mobilitato nel 1939, ed era armato con sei pezzi da 76/40 antiaerei e due mitragliere da 13,2 mm. Alla data del 10 giugno 1940 venne inquadrato nel II Gruppo T.A. (1) e posto al comando del Tenente di vascello Giuseppe Chiale. Il T.A. con sede a Porto Empedocle fu adibito a batteria mobile antiaerea, in collaborazione con la DICAT (Difesa Contraerea Territoriale). 

In realtà, la DICAT, ebbe la responsabilità della difesa terrestre con particolare riguardo alle piazzeforti marittime, alle basi navali militari e al controllo dei punti strategici per eventuali sbarchi nemici, incluse le isole minori (2). Nell’agosto del 1940, in seguito alla variazione introdotta nel contesto militare, dopo l’armistizio con la Francia, furono approntati dei cambiamenti riguardo alla dislocazione dei T.A. Infatti, il Treno Armato IV 120/1/S da Vado Ligure, venne trasferito, prima a Roccella Ionica e poi a Siderno Marina, mentre il T.A. IV 120/4/S fu spostato da Cogoleto a Catania.

Il 1° aprile 1941 il T.A. IV 152/4/T in previsione delle operazioni belliche contro la Iugoslavia, e il conseguente rafforzamento delle coste adriatiche, venne trasferito provvisoriamente a Fano, nelle Marche. Circa i cambiamenti di sede dei T.A. avvenuti nel territorio metropolitano, bisogna puntualizzare che nel maggio del 1941, al fine di consolidare le difese costiere della Sicilia, il T.A. IV 120/3/S (che apparteneva al I Gruppo T.A.), dalla Liguria fu trasferito a Porto Empedocle. Il treno armato in funzione antinave era al comando del Tenente di vascello Giorgio Cabrini (3). Quest’ultimo, decorato con Medaglia di Bronzo al Valor Militare per l’intervento effettuato con il suddetto T.A. in difesa di Genova dall’incursione della flotta francese. Il T.V. Cabrini fu destinato al comando di un altro treno armato di stanza a Catania (il T.A. 120/4/S), al suo posto subentrò il Tenente di vascello Pietro Biaggini).

La presenza del T.A. IV 120/3/S ci viene confermata pure da Alberto Santoni in data 30 giugno 1943 (4). In previsione di una seria e fondata minaccia di invasione della Sicilia da parte degli anglo-americani, MARIMOBIL 2 dispose otto treni armati a difesa dell’isola. Tra questi treni, il T.A. IV 120/3/S fu posto alla direzione dell’Ufficiale Giuseppe Chiale (già comandante del T.A. VI 76/1/T), dopo la promozione a Capitano di corvetta. Mentre, al suo posto venne designato, il Tenente di vascello Giorgio Cabrini.

Il treno VI 76/1/T come avevamo detto, era dotato di sei pezzi da 76/40 a.a. e due mitragliatrici a.a. Breda Mod. 31 da 13,2 mm (poi sostituite da mitragliere da 20 mm). Tuttavia, sin dagli inizi del secondo conflitto mondiale alla stazione ferroviaria empedoclina, oltre al suddetto treno, era presente anche il T.A. IV 152/4/T antinave (5) operativo nella tratta Agrigento - Porto Empedocle, con sede in quest’ultima località, e anch’esso dipendente dal Gruppo con base logistica a Taranto e con il comando operativo a Palermo.

I due T.A. erano stati inviati a Porto Empedocle su proposta di SUPERMARINA, sia per la protezione del rilevante porto e delle navi ivi ormeggiate, e sia per la protezione delle infrastrutture militari da possibili attacchi inglesi data la sua vicinanza da Malta.

Il T.A. VI 76/1/T, rispetto agli altri treni dislocati da MARIMOBIL 2 in Sicilia, esercitò prontamente un maggior volume di fuoco contro il nemico, come si evidenzia dalla relazione a cura del - Distaccamento Mobile R. Marina n. 2 Porto Empedocle - comandato dal Capitano d’Artiglieria Luigi Castellani (6). Infatti, durante le varie incursioni aeree nemiche il T.A. 76 sparò 761 colpi da 76 mm. fra prima e seconda carica e 1385 colpi da 20 mm. A seguito dell’Operazione Husky, i T.A. 76/1/T e 120/3/S vennero resi inutilizzabili per ordine del relativo Comando Marina. 

Note:

(1) Giuseppe Longo 2025, Il Treno Armato di Termini Imerese e i loro comandanti - negli anni 1940 e 1943, MadonieLive, 1 luglio.

(2) Giuseppe Longo 2012, L’epopea della MIL.M.ART durante il secondo conflitto mondiale, MadonieLive, 9 Agosto.

(3) Calogero Conigliaro, Giuseppe Todaro, “I treni armati della Regia Marina e la difesa antiaerea di Porto Empedocle (1940 -1943)”. […] Il T.V. Giorgio Cabrini, era stato comandante del T.A. 120/3/S dal 15 aprile 1940 al 2 settembre 1941. Dal 3 settembre 1941 al 31 ottobre 1942 invece aveva preso il comando a Catania di un altro Treno Armato (N.d.r. T.A. 120/4/S). Dal 1° novembre 1942 al 14 luglio 1943 comandò il T.A. 76/1/T di Porto Empedocle [...].

(4) Alberto Santoni, Le operazioni in Sicilia e in Calabria (luglio-settembre 1943), Ufficio Storico Stato Maggiore dell’Esercito, 1989.

(5) Calogero Conigliaro, Giuseppe Todaro, I treni armati della Regia Marina e la difesa antiaerea di Porto Empedocle (1940 -1943).

(6) Calogero Conigliaro, Giuseppe Todaro, I treni armati della Regia Marina e la difesa antiaerea di Porto Empedocle (1940 -1943).

Bibliografia e sitografia:

Giuseppe Longo 2021, Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale (M.V.S.N.) - Milizia Artiglieria Controaerei, Cefalunews, 30 marzo.

Giuseppe Longo Seconda Guerra Mondiale. L’ottocentesca galleria dismessa e il Treno Armato della Regia Marina a Termini Imerese. Conferenza: Giardino della Chiesa di Maria SS. Annunziata, 31 agosto 2022.

Lorenzo Bovi, Calogero Conigliaro, Giuseppe Todaro, “Treni armati in Sicilia”. Ediz. Illustrata, Edizioni Ardite 2022.

Calogero Conigliaro, Giuseppe Todaro, I treni armati della Regia Marina e la difesa antiaerea di Porto Empedocle (1940 -1943). Storia Militare n. 357 - giugno 2023.

Giuseppe Longo, Ottantesimo anniversario dello sbarco anglo-americano in Sicilia, “Operazione Husky”, luglio (1943-2023). Conferenza: “Come nella prima, anche nella Seconda Guerra Mondiale furono arruolati i Treni Armati”. Aula Consiliare di Ficarazzi (PA), 24 luglio 2023.

Giuseppe Longo 2026, Il Treno Armato 120/3/S di Porto Empedocle, reduce nel 1940 della difesa del Porto di Genova, Giornale del Mediterraneo, 16 marzo.

https://treniarmati.blogspot.com/ 

La foto a corredo dell’articolo è tratta dal libro: Treni armati in Sicilia”. Ediz. Illustrata, Edizioni Ardite 2022 a cura di Lorenzo Bovi, Calogero Conigliaro, Giuseppe Todaro.

Porto Empedocle luglio 1943. Il Treno Armato 76/1/T fotografato dagli americani sul Molo di Levante. A destra il carro pianale “P” dove è ben visibile la mitragliera antiaerea “Oerlikon” da 20 mm. Arch/Foto: Signal Corps.

Fotografia per gentile concessione di Armando Donato. Si ringrazia Lorenzo Bovi.

Giuseppe Longo 

www.gdmed.it

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