venerdì 24 luglio 2026

Il Treno armato IV 120/4/S da Cogoleto-Genova alla difesa di Catania

Giornale del Mediterraneo, 24 luglio 2026

Il Treno armato (T.A.) IV 120/4/S, fu mobilitato nel 1939, e appartenne al I Gruppo con base logistica a La Spezia e comando operativo a Genova. Era armato con quattro pezzi da 120/45 e due mitragliatrici a. a. Breda Mod. 31, calibro 13,2 mm. Il T.A. si componeva di due locomotive Gr. 740 FS, oppure, da due Gr. 735 FS, poste una in testa e l’altra in coda.

Il convoglio in assetto di guerra comprendeva:

quattro carri Poz, armati con pezzi da 120/45 antinave;

un carro P, munito da due mitragliatrici Breda 31;

un carro di tipo P modificato, adibito a carro comando e direzione del tiro;

un carro F, per il deposito munizioni (Santabarbara).  

Il treno logistico era costituito:

da un carro tipo FF con funzione di segreteria;

un carro FF, destinato a cucina e cambusa;

un carro F, usato come bagagliaio e deposito indumenti;

una carrozza Cz, per l’alloggio del personale;

un carro F per il deposito munizioni (Santabarbara);

un carro F, utilizzato come officina e deposito materiali.

Come per gli altri treni di 1° tipo, il treno armato IV 120/4/S, alla data del 10 giugno 1940, fu reso operativo e svolse il suo compito di difesa nella tratta Cogoleto-Genova (con sede a Cogoleto), e posto al comando del Tenente di Vascello Angelo Violi. Dopo l’armistizio con la Francia, allo scopo di rafforzare le difese della Sicilia, il treno fu trasferito da Cogoleto a Catania (1) passando così al II Gruppo con base logistica a Taranto e comando operativo a Palermo. Pertanto, il T.A. IV 120/4/S con funzione antinave per tratti brevi, fu posto sotto la direzione del Tenente di Vascello Giorgio Cabrini (2). Sulla presenza del T.A. IV 120/4/S in Sicilia, in data 30 giugno 1943, con dipendenza del Comando difesa Porto “E” di Catania, lo storico Alberto Santoni (1936 - 2013) ce ne dà un’ulteriore conferma nel suo libro, “Le operazioni in Sicilia e in Calabria - (luglio-settembre 1943)”:

[…] Dal foglio 15709/op del Comando Supremo datato 30 giugno 1943 risulta che i treni armati della Regia Marina in Sicilia erano i seguenti otto: 120-IV-S a Catania, 102-I-T a Targia (Siracusa), 76-II-T a Licata, 120-III-S a Porto Empedocle, 76-III-T a Mazara del Vallo, 152-II-T a Carini, 152-I-T a Termini Imerese […].

E ancora:

[…] Di fronte a questa modesta forza britannica la cosiddetta Difesa Porto “E” di Catania, agli ordini del Gen. Passalacqua, poteva contare su sette gruppi di capisaldi e disponeva dei seguenti reparti: 434° e 477° btg. costieri, 105a cp. mortai da 81, 26a btr. da 75/27 su quattro pezzi, 483a btr. Milmart da 76/40 su quattro pezzi, treno armato della Marina 120-IV-S (4 cannoni da 120/45 e 4 mitragliere da 20 mm.), 311° nucleo Carabinieri, 1345a autosezione leggera, 130a sezione fotoelettriche da 60, 29° reparto Milizia portuale, 300 tra finanzieri e personale antisabotaggio della polizia e una cp. deposito del 4° rgt. ftr. Le artiglierie fisse erano completate da un cannone, da 305/17 della 276a  btr., eliminata dai paracadutisti inglesi alle primissime ore del 14 luglio, e dalle batterie 162a e 165a da 149/35 con otto pezzi, prese poi di mira dal bombardamento navale […].

In merito alla disposizione organico/logistica delle formazioni militari, agli ordini del Gen. Azzo Passalacqua (1885 - 1967), costituente la Difesa Porto “E”, ci siamo rivolti al Ricercatore Storico Militare Michele Nigro (3) per conoscere l’attività svolta in tale ambito dalla Regia Guardia di Finanza.

Lo stesso autore ci conferma quanto segue:

«Già a partire dall'ottobre del 1933, sottufficiali e graduati del Corpo furono avviati alla frequenza di corsi sulla difesa costiera diretti da ufficiali di fanteria del Regio esercito. Oltre alla parte teorica, i militari parteciparono ad esercitazioni tattiche, notturne ed a fuoco, svolte presso il poligono di S. Giuseppe all'Arena. Con lo scoppio della guerra, il Circolo di Catania venne inserito nel dispositivo di difesa costiera passando alle dipendenze della Zona militare di Catania.

I reparti della Finanza concorsero, pertanto, alla citata attività fornendo personale da impiegare nelle operazioni di avvistamento e cattura dei nuclei paracadutisti nemici (NAP) ed al presidio di opere stradali e ferroviarie. Gli organici forniti alla sede di Catania furono pari a circa 120 unità, affiancate da un paio di imbarcazioni utilizzate, tra l'altro, per la vigilanza delle coste prospicienti la cittadina».

Nel corso dell’Operazione Husky (10 luglio-17 agosto 1943), il T.A. IV 120/4/S venne distrutto a Catania, durante un bombardamento.

Note:

(1) Giuseppe Longo 2026, Il Treno armato di Porto Empedocle (VI 76/1/T) insieme alla DICAT, a protezione antiaerea della città portuale siciliana, Giornale del Mediterraneo, 19 marzo.

(2) Comandato dal Tenente di Vascello (cpl) Giorgio Calzini, secondo quanto riportato in Treni armati in Sicilia”. Edizioni Ardite 2022.

(3) Sottotenente in congedo della Guardia di Finanza, è nato e vive a Palermo. Nel corso della carriera ha ricoperto incarichi operativi vari a Trieste e presso i locali Comandi della ex 13ª Legione e Regionale Sicilia. Nel corso dell’anno 2019 è stato insignito del titolo di “Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana”. Riveste, in atto, la carica di Consigliere della Sezione A.N.F.I. (Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia) di Palermo ed è socio della Sezione ANMI cittadina. Ha pubblicato, sul sito interno della Guardia di Finanza e sulle riviste del Corpo “Il Finanziere e Fiamme Gialle”, vari articoli sulla costituzione e sviluppo di alcuni reparti con sede a Palermo e sull’attività della Finanza, in particolare in Sicilia, in diversi periodi storici. Sulla rivista dell’ANMI (Associazione Nazionale Marinai d’Italia) ha recentemente pubblicato la biografia di un marinaio, poi transitato nei ruoli della Regia guardia di finanza, e le peripezie da questi affrontate nel corso della II Guerra Mondiale. È stato curatore e organizzatore di diverse mostre inerenti la Guardia di Finanza, tra le quali: “Le operazioni di soccorso della Guardia di Finanza nella Valle del Belice, gennaio 1968”;  La caserma Cangialosi, 160 anni con la divisa e 64 in grigio verde”; “La Guardia di Finanza dall’Unità d’Italia alla Repubblica”;  Evoluzione storica della Caserma Cangialosi dai primi del ‘900 ad oggi” ed altre di diverso carattere, quali: “La Sicilia dei Russi”, “L’anima dei Corpi”, “Il filo della memoria, dalla Grande Guerra alla Resistenza”, “1915/1918 -Isola delle Femmine non dimentica”, “Mariannina Coffa Caruso 2.0 Resurrection” e “Pace e Sicurezza. Le missioni militari di pace italiane all’estero”. Tra le pubblicazioni ricordiamo: “Sulle tracce dei russi in Sicilia. Cronache ed itinerari dei viaggiatori russi dal ‘700 al ‘900”, “La Sicilia dei Russi”, “La Resistenza e i Siciliani”, “La Guardia di Finanza in Sicilia.250 anni per il bene comune” e “Giuliano, mito o…”. Ha collaborato, quale consulente storico, con gli autori di alcuni libri tra i quali “Duecento anni di Fiamme Gialle all’ombra dell’Etna”, “1943 - Il martirio di un’Isola” e, per ultimo, “Le Fiamme Gialle nella Caserma M.O.V.M. Giuseppe Gangialosi”. Ha curato i testi dei volumi: “La mia vita, le mie battaglie” e “Un segugio a caccia di bionde” di Leonardo Gentile. Ha pubblicato articoli, sempre a carattere storico-militare, su alcuni quotidiani locali e su giornali on line. Possiede una significativa collezione fotografica e documentale sulla Guardia di Finanza e svariate foto su altri corpi armati italiani e stranieri riferibili al loro impiego nei due Conflitti Mondiali. Dal Consolato Russo per la Sicilia e Calabria, ha ricevuto due diversi riconoscimenti; il primo per il contributo fornito al consolidamento dei legami del Sud Italia e la Russia ed il secondo per la consulenza storica sui rapporti e le relazioni intercorse nel tempo tra quel paese e la Sicilia. Da parte dell’Associazione culturale “Suggestioni Mediterranee” ha ricevuto il premio “Siciliani di Pregio”.

Bibliografia e sitografia:

Alberto Santoni, Le operazioni in Sicilia e in Calabria (luglio-settembre 1943), Ufficio Storico Stato Maggiore dell’Esercito, 1989.

Mario Pietrangeli, Le ferrovie militarizzate, i treni armati, i treni ospedale nella prima e seconda guerra mondiale 1915-1945, CESTUDEC, 2012.

Virginio Trucco, I treni armati della Regia Marina, in La Tecnica professionale, n. 7-8 /Luglio - Agosto 2013.

Simone Rosa, I Treni Armati Italiani. Sviluppo ed impiego delle corazzate ferroviarie dalle origini al 1945. Milano, 2016.

Giuseppe Longo 2023, Seconda Guerra Mondiale: Il Treno armato (T.A IV 120/3/S), Cefalunews, 6 giugno.

Lorenzo Bovi, Calogero Conigliaro, Giuseppe Todaro, “Treni armati in Sicilia”. Ediz. Illustrata, Edizioni Ardite 2022.

Michele AntonilliMario Pietrangeli, “Il ruolo delle ferrovie nella seconda guerra mondiale”, Amarganta, 2022.

Giuseppe Longo, Pagine sul secondo conflitto mondiale in Sicilia e nel distretto di Termini Imerese, I.S.S.P.E. 2022. Seconda edizione.

Calogero Conigliaro, Giuseppe Todaro, I treni armati della Regia Marina e la difesa antiaerea di Porto Empedocle (1940 -1943). Storia Militare n. 357 - giugno 2023.

Giuseppe Longo, Ottantesimo anniversario dello sbarco anglo-americano in Sicilia, “Operazione Husky”, luglio (1943-2023). Conferenza: “Come nella prima, anche nella Seconda Guerra Mondiale furono arruolati i Treni Armati”. Aula Consiliare di Ficarazzi (PA), 24 luglio 2023.

Bibliografia consultata da Michele Nigro:

I. Gibilaro, G. Severino, M. Favetta, Duecento anni di Fiamme Gialle all'ombra dell'Etna - La Caserma Angelo Majorana di Catania, Giuseppe Maimone Editore, Catania, 2010.

Foto di copertina:Uno dei tanti T.A. 120/45 in Liguria”. Fotografia e didascalia tratta dal libro: “Treni armati in Sicilia”. Ediz. Illustrata.

Foto a corredo dell’articolo:Il Treno Armato di Catania potrebbe essere proprio questo che sembra sia stato fotografato tra Catania e Siracusa”. Arch/Foto: Alba Chiara. Fotografia e didascalia tratta dal libro: “Treni armati in Sicilia”. Ediz. Illustrata.

Fotografie inserite nel testo, per gentile concessione di Lorenzo Bovi.

Si ringrazia Eduardo Giunta Photographer di Termini Imerese, per le scansioni delle immagini utilizzate per l’articolo.

Giuseppe Longo

www.gdmed.it 

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