domenica 9 agosto 2026

Il T.A. IV 76/3/T di Mazara del Vallo che non fu più destinato a Termini Imerese

Giornale del Mediterraneo 9 agosto 2026

Il Treno Armato IV 76/3/T fu un convoglio ferroviario classificabile di 3° tipo, e venne mobilitato negli ultimi mesi del 1941. Per le stesse motivazioni (1), il T.A. 76/3/T era armato con quattro cannoni da 76/40 antiaerei, recuperati dai treni armati con pezzi da 152 mm. Dopo la sconfitta delle forze dell'Asse in Nord Africa, la Sicilia venne seriamente minacciata da un’invasione. Pertanto, a cominciare dal novembre 1941, il T.A. 76/3/T fu inquadrato nel II Gruppo T.A. ed ebbe la sua sede a Mazara del Vallo (TP) con l’incarico della difesa antinave e antiaerea. Difatti, fu collocato in postazione fissa nel molo del porto mazarese e fu posto al comando del Cap. Art. Vincenzo Gaggiano.

In conseguenza dello sbarco anglo-americano in Sicilia, il treno fu reso inutilizzabile per ordine del Comando Marina (Cfr. Francesco Fatutta, Treni Armati). Tuttavia, con il ritrovamento di un interessante carteggio (Cfr. Treni armati in Sicilia”. Ediz. Illustrata), si viene a conoscenza della richiesta di una locomotiva per il trasferimento del Treno Armato 76/3/T da Mazara del Vallo a Termini Imerese, in sostituzione del T.A. 152/1/T. In realtà, quest’ultimo convoglio, a sua volta, sarebbe dovuto essere dislocato a Marsala, ciò nonostante, tale spostamento non avvenne più. Circa gli ultimi epiloghi del T.A. 76/3/T, lo studioso, saggista e storico navale Enrico Cernuschi ci informa (Cfr. Treni armati in Sicilia”. Ediz. Illustrata) che il T.A. 76/3/T fu trainato alla volta della periferia di Palermo da una delle due locomotive del T.A. 152/2/T di Carini.

L’operazione di traino avvenne dopo la prima settimana successiva all’Operazione Husky (10 luglio - 17 agosto 1943). Il T.A. 76/3/T ingaggiò dei tiri, dapprima contro le truppe statunitensi, e successivamente contro le unità dell’U.S. Navy, nel corso di alcuni scontri notturni. Il T.A. 76/3/T attraversò lo Stretto di Messina, a bordo del piropontone “Villa” e dalla Calabria raggiunse l’arsenale di Taranto, rimanendovi sino ai rocamboleschi eventi dell’8 settembre 1943. Sempre in merito al T.A. 76/3/T, scrive testualmente Cernuschi: […] dimenticato per anni fu quindi smembrato. I carri piatti e quelli santabarbara e materiali rimasero esposti alle intemperie senza essere più utilizzati, essendo più costoso ripristinarli che non lasciarli su un binario morto. Le carrozze di pregio e la locomotiva a vapore finirono invece al riparo dal sole in uno dei tanti capannoni dell’Arsenale. Il convoglio fu infine ritrovato, ancora con la colorazione originale, nell’autunno 1995, nel corso di alcune ricerche disposte dalla Direzione di MARITELERADAR - Livorno [...].

Convenzionalmente il treno operativo IV 76/3/T comprendeva:

Due locomotive Gr. 740 FS, oppure, due Gr. 735 FS, poste una in testa e l’altra in coda.

Un carro P, modificato, adibito a carro comando e di direzione del tiro.

Due carri Poz muniti da quattro cannoni 76/40 a.a. (due per carro).

Un carro Poz fornito ognuno con due pezzi di mitragliere Isotta Fraschini da 20 mm. a.a.

Due carri per il deposito munizioni (Santabarbara).

Convenzionalmente il treno logistico IV 76/3/T era costituito:

Da una locomotiva Gr. 740 FS posta in testa al convoglio.

Da un carro tipo FF con funzione di segreteria.

Un carro FF, destinato a cucina e cambusa.

Un carro F, usato come bagagliaio e deposito indumenti.

Due carrozze Cz, per l’alloggio del personale.

Due carri F per il deposito munizioni (Santabarbara).

Un carro F, utilizzato come officina e deposito materiali.

Infine, relativamente al mancato trasferimento del T.A. 152/1/T, lo storico navale Virginio Trucco (2) da noi consultato dichiara:  

«Lo spostamento del T.A. 152/1/T, fu valutato al fine di rafforzare la difesa costiera sud-ovest della Sicilia, al fronte di possibili ulteriori sbarchi anglo-americani. La decisione fu poi ritrattata, sicuramente a causa della veloce avanzata delle truppe anglo-americane in Sicilia. Si valutò quindi di lasciare il treno a Termini Imerese per la difesa del locale porto ed anche dello scalo marittimo di Palermo, da possibili incursioni delle marine anglo-americane». 

Note:

(1) Giuseppe Longo 2026, T.A. IV 76/2/T di Licata, originato dal T.A. da 152 mm. alle dipendenze di Taranto, Giornale del Mediterraneo, 25 luglio.

(2) Virginio Trucco è nato a Roma, ha frequentato l’Istituto Tecnico Nautico “Marcantonio Colonna”, conseguendo il Diploma di Aspirante al comando di navi della Marina Mercantile. Nel 1979, frequenta il corso AUC (Allievo Ufficiale di Complemento) presso l’Accademia Navale di Livorno, prestando servizio come Ufficiale dal 1979 al 1981. Già dipendente di Trenitalia S.p.A. lo storico navale Virginio Trucco è membro dell’Associazione Culturale BETASOM (www.betasom.it).

Bibliografia e sitografia

Alberto Santoni, Le operazioni in Sicilia e in Calabria (luglio-settembre 1943), Ufficio Storico Stato Maggiore dell’Esercito, 1989.

Francesco Fatutta, Treni Armati. Contributo ad una storia dei treni armati della Regia Marina”, Rivista marittima, Roma, 2002.

Mario Pietrangeli, Le ferrovie militarizzate, i treni armati, i treni ospedale nella prima e seconda guerra mondiale 1915-1945, CESTUDEC, 2012.

Virginio Trucco, I treni armati della Regia Marina, in La Tecnica professionale, n. 7-8 /Luglio - Agosto 2013.

Simone Rosa, I Treni Armati Italiani. Sviluppo ed impiego delle corazzate ferroviarie dalle origini al 1945. Milano, 2016.

Giuseppe Longo, Pagine sul secondo conflitto mondiale in Sicilia e nel distretto di Termini Imerese, I.S.S.P.E. 2022. Seconda edizione.

Michele Antonilli, Mario Pietrangeli, “Il ruolo delle ferrovie nella seconda guerra mondiale”, Amarganta, 2022.

Lorenzo Bovi, Calogero Conigliaro, Giuseppe Todaro, “Treni armati in Sicilia”. Ediz. Illustrata, Edizioni Ardite 2022.

Giuseppe Longo 2023, Il Treno armato antinave di Termini Imerese (T.A. IV 152/1/T). Analisi di un convoglio, Cefalunews, 6 aprile.

Giuseppe Longo 2025, Il Treno Armato di Termini Imerese e i loro comandanti - negli anni 1940 e 1943, MadonieLive, 1 luglio.

Giuseppe Longo 2026, Il T.A. IV 152/2/T di Carini, identico al T.A. IV 152/1/T di Termini Imerese, Giornale del Mediterraneo, 14 marzo.

https://treniarmati.blogspot.com/ 

Foto di copertina: Interpretazione grafica di un carro pianale tipo “P” a sponde basse armato con mitragliatrice da 20 mm. Oerlikon o Breda 37, come quello inserito nel convoglio del treno armato a Licata sul molo. Il carro sembra pitturato in “grigio chiaro”, forse per confonderlo col cemento del molo, ma potrebbe essere anche un colore “azzurro chiaro” visto in altri carri pianale. © 2022 Lorenzo Bovi. Fotografia e didascalia tratta dal libro: “Treni armati in Sicilia”. Ediz. Illustrata.  Per gentile concessione di Lorenzo Bovi.

Foto a corredo dell’articolo: Torre da 152/40 di un treno armato della Regia Marina. Ph. da www.modellismopiu.it

Giuseppe Longo

www.gdmed.it

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