Giornale del Mediterraneo, 25 luglio 2026
Il T.A. IV 76/2/T fu un treno classificabile di “3°
tipo” e venne mobilitato negli ultimi mesi del 1941. Nel novembre dello stesso
anno lo Stato Maggiore della Regia Marina, considerando la scarsa efficacia dei
pezzi da 76 mm. contro i nuovi velivoli, più veloci, che attaccavano a bassa
quota, decise di sostituire i carri con i pezzi da 76 (che costituivano la
difesa antiaerea dei treni di calibro maggiore), con carri muniti di
mitragliera Isotta Fraschini da 20 mm o Oerlikon del medesimo calibro.
Pertanto, con gli otto pezzi recuperati, furono costituiti
due nuovi treni: il T.A. IV 76/2/T e il T.A. IV 76/3/T, con il compito di
difesa contraerea, antinave e antisbarco. Entrambi vennero impiegati in
Sicilia, rispettivamente a Licata (AG) e a Mazara del Vallo (TP). C’è da
puntualizzare che più che treni armati, i T.A. 76/2/T e 76/3/T, furono delle
vere e proprie batterie di spostamento con una sola locomotiva.
Il T.A. IV 76/2/T era posto al comando del Cap. Art.
Armando Pietroni, e il suo Ufficiale in seconda, fu il Tenente Augusto
Frassinetti (1). In merito al Treno
di Licata, scrive il T.V. (CS) Ottorino Miozzi (2) nel suo: “La difesa mobile del Litorale”:
[…] Nel novembre
dello stesso anno i due cannoni da 76/40 c.a. dei quattro T.A. da 152 di
Taranto (N.d.r. logisticamente dipendenti da Taranto (3) ma stanziati in Sicilia) vennero
sostituiti con impianti binati di mitragliere da 20/65 Isotta Fraschini e con
gli otto pezzi così recuperati vennero istituiti due nuovi treni armati: il “T.A.
IV 76/2/T” e il T.A. “IV 76/3/T”, ciascuno con quattro bocche da fuoco
sistemate su due carri pianali, denominati 1a e 2a Sezione
c.a. e due mitragliere Breda Mod. 35, cal. 20/65, venendo dislocati
rispettivamente a Licata (Agrigento) ed a Mazara del Vallo (Trapani) in
funzione antinave e contraerea. L’impiego e la dipendenza operativa di questi treni, a causa delle
continue e pressanti richieste di intervento fatte dai locali comandi DICAT,
venne disciplinata dall’Ufficio del Capo di Stato Maggiore della Marina che,
con Fg. N.64415 del 12 novembre 1941, confermando che la principale funzione
dei T.A. era, e rimaneva, quella antinave, dispose che solo in caso di attacchi
aerei notturni una sezione del treno, rimanendo l’altra per la difesa
contraerea del treno stesso, dovesse considerarsi inserita nella più vasta
organizzazione generale dei Comandi DICAT locali, esclusa naturalmente la
sezione delle armi da 20 mm. che rimaneva affidata, in ogni circostanza, al
comando del treno per la sua difesa ravvicinata. Di conseguenza una sezione
contraerea da 76/40 del treno armato venne dislocata, dal tramonto all’alba, in
una posizione preventivamente indicata dal Comando DICAT al fine del
miglioramento difensivo dell’intero settore dipendente. Su ogni treno venne
installata una nuova e più potente stazione radiotelegrafica mentre presso le
stazioni, sedi di T.A., venne installata una sezione r.t. collegata ai punti
fissi di allarme [...].
Il 10 luglio 1943 il T.A. IV 76/2/T operò in supporto
al 139° reggimento fanteria della 207a divisione costiera,
quest’ultima, impegnata ad affrontare le forze americane sbarcate nella zona di
Licata. Tuttavia, il T.A. rimase […] bloccato
su di un molo del porto di Licata dalle opere di demolizione messe in atto dai
difensori […] (4), divenendo così
un facile bersaglio degli attacchi aeronavali nemici. Il T.A. IV 76/2/T, fu
reso inutilizzabile a seguito dei bombardamenti avversari.
Convenzionalmente
il treno operativo IV 76/2/T comprendeva:
Due
locomotive Gr. 740 FS, oppure, due Gr. 735 FS, poste una in testa e l’altra in
coda.
Un
carro P, modificato, adibito a carro comando e di direzione del tiro.
Due
carri Poz muniti da quattro cannoni 76/40 a.a. (due per carro).
Un
carro Poz fornito ognuno con due pezzi di mitragliere Isotta Fraschini da 20
mm. a.a.
Due carri per il deposito munizioni (Santabarbara).
Convenzionalmente il treno logistico
era costituito:
Da
una locomotiva Gr. 740 FS posta in testa al convoglio.
Da
un carro tipo FF con funzione di segreteria.
Un
carro FF, destinato a cucina e cambusa.
Un
carro F, usato come bagagliaio e deposito indumenti.
Due
carrozze Cz, per l’alloggio del personale.
Due
carri F per il deposito munizioni (Santabarbara).
Un carro F, utilizzato come officina e deposito
materiali.
Note:
(1)
Lorenzo
Bovi, Calogero Conigliaro, Giuseppe Todaro, “Treni armati in Sicilia”. Ediz.
Illustrata, Edizioni Ardite 2022.
(2)
Ottorino
Ottone Miozzi, La difesa mobile del litorale, in Bollettino d’Archivio, USMM,
1991.
(3) Gruppo
con base logistica a Taranto: T.A. IV
152/1/T, T.A. IV 152/2/T, T.A. IV 152/3/T, T.A. IV 152/4/T, T.A. VI 102/1/T,
T.A. VI 76/1/T.
(4)
Alberto Santoni, Le operazioni in Sicilia e in Calabria (luglio-settembre
1943), Ufficio Storico Stato Maggiore dell’Esercito, 1989.
Bibliografia
e sitografia:
Mario
Pietrangeli, Le ferrovie militarizzate, i treni
armati, i treni ospedale nella prima e seconda guerra mondiale 1915-1945,
CESTUDEC, 2012.
Virginio
Trucco, I treni armati della Regia Marina, in La Tecnica
professionale, n. 7-8 /Luglio - Agosto 2013.
Simone
Rosa,
I Treni Armati Italiani. Sviluppo ed impiego delle corazzate ferroviarie dalle
origini al 1945. Milano, 2016.
Michele Antonilli, Mario
Pietrangeli, “Il ruolo delle ferrovie nella seconda guerra mondiale”,
Amarganta, 2022.
Giuseppe
Longo, Pagine sul secondo conflitto mondiale in Sicilia e
nel distretto di Termini Imerese, I.S.S.P.E. 2022. Seconda edizione.
https://treniarmati.blogspot.com/
Foto
di copertina:
Il T.A. IV 76/2/T di Licata fotografato dagli americani
sul molo di Levante, dopo il loro arrivo nel porto nel luglio 1943. Ph. da www.historicalab.it
Foto
a corredo dell’articolo:
“Il Treno armato di Licata, distrutto al Molo di
Levante”. Fotografia e didascalia tratta dal libro: “Treni armati
in Sicilia”. Ediz. Illustrata.
Il Treno Armato IV 76/2/T di Licata. Interpretazione
grafica di uno dei due Carri Poz con cannoni da 76/40 (76 mm.). © 2022 Lorenzo
Bovi. Fotografia e didascalia tratta dal libro: “Treni armati in Sicilia”.
Ediz. Illustrata.
Fotografie inserite nel testo, per gentile concessione
di Lorenzo Bovi.
Si ringrazia Eduardo Giunta Photographer di Termini
Imerese, per le scansioni delle immagini utilizzate per l’articolo.
Giuseppe
Longo



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